1. La ricerca si sta spostando dal portale all'AI — e il concessionario non se n'è ancora accorto.
Un concessionario non vive su Google. Vive su Autoscout: è lì che carica lo stock, è lì che il cliente lo trova. Funziona da anni — ma a un prezzo che sale ogni anno, con le auto dei concorrenti messe accanto alle tue e il cliente che ordina tutto dal prezzo più basso.
Adesso qualcosa si è rotto. Una parte crescente di chi compra — il 30%, secondo Ekho (febbraio 2026) — non apre più il portale: chiede a ChatGPT, Gemini o Perplexity «dove trovo una BMW usata a Brescia» e si fida della risposta. Persino su Google, l'AI risponde prima degli annunci. E l'AI non restituisce una lista ordinata per prezzo: cita uno o due concessionari. Gli altri non li nomina nemmeno.
Sul portale eri uno tra tanti. Con l'AI: o ti cita, o non esisti.







