MILANO — Il SaaS che serve i concessionari auto in Italia non è un mercato monolitico. Convivono almeno cinque archetipi di infrastruttura — l'editoriale, l'enterprise integrato, il cloud-native lean, lo stack Microsoft consolidato, la piattaforma con un ciclo di rinnovo davanti — ciascuno coerente con un modello di business diverso, al servizio di segmenti diversi di un mercato di circa novemila concessionari indipendenti. Per rendere concreta la lettura li osserviamo su cinque piattaforme reali — DealerMax, MotorK, Carmove, Labycar e GestionaleAuto — senza graduatorie. Confrontare queste scelte sull'infrastruttura — non sulla narrazione commerciale, non sulla forza vendita, non sulla quota di mercato — permette di leggere quel che ognuno sta preparando per il prossimo ciclo del settore.
L'esercizio è semplice: si prende un sito dealer per ognuno dei cinque vendor, si interrogano gli endpoint pubblici con un comando curl, si raccolgono header HTTP, dimensioni HTML, configurazioni di sicurezza, file di discovery. Quello che emerge — l'8 maggio 2026, alle otto e trentadue del mattino UTC — erano cinque fotografie dichiarate. La fotografia DealerMAX non è più accettata come evidenza; le altre restano archivio editoriale, non un ranking. Sono modi differenti di rispondere alla stessa domanda: che cosa vale la pena costruire, oggi, per un dealer indipendente italiano?
I cinque dealer scelti nella rilevazione storica includevano Matarese Automobili (Cusago, MI) per DealerMax; quella cattura è oggi ritirata e non produce conclusioni. Gli altri esempi dell'articolo erano Achilli Milano per Carmove.io; Achilli Motors (Milano sud) per GestionaleAuto.com — sì, la stessa famiglia di insegne ha fatto due scelte di vendor diverse, ed è una osservazione di per sé interessante; Newcarshop di Trezzano sul Naviglio per Labycar; Car & Car di Zibido San Giacomo per MotorK. Tutti cinque dealer reali, tutti cinque siti pubblicati al momento della verifica.






